Cartolina promozionale Flaming anni '60
vini comuni.jpg

I VINI FURNARI tra GLI ANNI '60 e GLI ANNI '80

All’inizio degli anni Sessanta, quando ancora i vini siciliani non godevano del prestigio oggi riconosciutogli in tutto il mondo, Ciccio Furnari avviava uno studio e una selezione dei vitigni e delle uve siciliane con la finalità di ottenere, insieme all’enologo Lurgo, un prodotto nobile ed aristocratico, ma al contempo alla portata di tutti, per valorizzare il miglior frutto che la terra siciliana offriva.

Scrive Maurizio Prestifilippo nella prefazione del libro Gasolio di Fabio Furnari (ed. Terre Sommerse, 2017): “…La Vinicola Furnari, impianto industriale di cui la Città di Piazza Armerina era orgogliosa: la ricerca delle più moderne tecniche di vinificazione, una visione lungimirante che prefigurava una svolta del comparto che sarebbe arrivata in Sicilia almeno vent’anni dopo, sono gli ingredienti fondamentali dell’avventura industriale di Francesco Furnari. L’apertura a grandi mercati internazionali, la ricerca enologica e la selezione dei vitigni, erano il risultato di una visione anticipatrice e purtroppo fuori contesto, in una Sicilia ancora arretrata, capace di produrre vini da taglio, asserviti al successo di vini francesi di qualità”. 

Nacquero così il Flaming, rosso, il Prima Goccia, bianco ed il Velvety, rosè, le tre principale linee enologiche della Vinicola.

Prima goccia jpg

Il Flaming, che può essere considerato a tutti gli effetti un Nero D’Avola ante litteram, tanto da essere il vino da cui il Nero D’Avola come lo conosciamo oggi ha tratto effettivamente ispirazione, grazie all’enologo Franco Giacosa, era prodotto dall’assemblaggio di uve Calabrese (Nero D’Avola), in una percentuale pari a circa il 70-80% e Nero Cappuccio (circa il 30-20%). Invecchiato diversi mesi in botti di cemento e quindi relativamente giovane, era un prodotto con buquet intenso di fiori di mandorlo e terra, asciutto ed armonico al palato; austero con l’età. Uvaggi provenienti dalle zone di Caltanissetta e Vittoria.

Il bianco di prima qualità, ottenuto dalla spremitura unicamente del primo fiore (prima pressatura), da cui il nome Prima Goccia, di uve Verdello (10-20%), oggi introvabile in Sicilia, Inzolia, Cataratto e Zuccherino (80-90%). La vinificazione avveniva in bianco, ovvero senza la presenza di vinacce, attraverso l’utilizzo diretto della pressa idraulica, raccogliendo quindi il primissimo succo ottenuto dall’uva, senza l’utilizzo di ulteriori spremiture. Colore tendente al bianco carta con venature gialle e verdi; profumo delicato con sentori di fruttato; sapore delicato e fresco per giusta acidità. Uvaggi proveniente dalle zone di Menfi ed Alcamo.

Velvety.jpg
Flaming..jpg

Il Velvety, prodotto senz’altro di punta dell’azienda, era un rosato secco di Nero D’Avola, vino mosso dal carattere morbido e vellutato, armonico con corpo leggero, dal profumo delicato ed aromatico, che venne premiato con il primo posto tra i vini europei durante la settimana verde di Berlino nel 1970, superando così anche i vini rosè francesi. Con uvaggi provenienti, come per il Flaming, dalle zone di Caltanissetta e Vittoria, presentava un colore rosato su fondo corallo con sfumature aranciate.

A completare la linea, un Moscato secco, un bianco ed un rosso “comune”, Cerasuolo.